domenica 11 novembre 2018

DA LEDIGOS A SAHAGUN - VENTESIMO GIORNO

Martedì, 31 luglio 2018 - Km 16,2
Stamani, con grande sorpresa e disagio dei pellegrini, manca l'acqua in ostello. Non ci possiamo lavare; appena apre la reception vado dal ragazzo e lo informo della mancanza; a sua volta si informa e mi risponde "manca in tutto il paese"; telefona al padrone e ci regala a tutti una bottiglia d'acqua. Io mangio uno yougurt e mi metto in cammino col buio. Alle 8 del mattino sono a Moratinos dove visito la Chiesa che conserva una madonna col bambino del XVI secolo. Il sagrestano mi mette il sigillo. Nella piazza antistante la Chiesa ci sono degli alberi i cui tronchi sono rivestiti di coperte di lana colorate fatte a mano; chiedo all'uomo se hanno un significato e lui risponde che è stata un' idea delle donne del paese. La guida mi suggerisce che a Moratinos c'è  l'Ostello di Bruno, un italiano che vive qui sul cammino. Decido di passare a salutarlo; lo trovo nel giardino che pulisce i bagni. Lo saluto, mi presento e poi riprendo la mia strada. A San Nicolas del real Camino mi fermo a fare colazione.  Questo è l'ultimo paese della provincia di Palencia.  Pochi chilometri prima di entrare in Sahagun si arriva in un bel posto utilizzato anche per i pic nic dove c'è una chiesetta "la ermita de la Vergin del Puente" e delle bellissime statue antiche. Arrivo a Sahagun verso le 11, sono la prima a presentarmi al Municipal, dove ritrovo la mia mochilla e anche quella di Anna. Le mando un messaggio per dirglielo e lei mi risponde che stanno arrivando insieme a Giovanna. Le aspetto per salutarle: il nostro percorso insieme finisce qui. Loro hanno programmato di prendere il treno in giornata e andare a Leon per poi proseguire fino a Santiago; io farò lo stesso domani mattina, ma per arrivare fino ad Astorga, dove concluderò il mio camino.

Dopo la foto di rito ci siamo salutate con la promessa di incontrarci di nuovo in Italia. 
In Ostello ho conosciuto Ilan, una ragazza israeliana, ebrea, di 24 anni. Il suo nome, mi spiega è di origine ucraina, come i suoi genitori. Ilan in italiano sarebbe Elena. Io le ho offerto un caffè e lei mi ha offerto un biscotto, abbiamo parlato un pò. Anche lei domani vuole andare direttamente a Leon e saltare le due ultime tappe delle mesetas. Mi spiega che la signora della reception le ha fornito le informazioni giuste e l'ha aiutata a fare il biglietto del bus. Io decido di andare in treno perchè la stazione del treno è più vicina e anch'io mi rivolgo alla gentile signora della reception per essere aiutata a fare il biglietto su internet. Il pomeriggio lo dedico ad andare in giro per la città; mi fermo a parlare con un signore che gestisce un alimentari e che ha voglia di raccontare. Mi dice che un tempo Sahagun era una città più ricca mentre adesso è stata colpita dalla crisi. Lo dimostra il fatto che, nonostante ci sia una stazione del treno piuttosto grande, ci siano pochi collegamenti con Leon. Prima di andare a cena torno in Ostello; Ilan sta cuocendo delle verdure e mi invita a mangiare con lei, accetto molto volentieri e anch'io le offro i miei fichi. Ilan mi ha veramente colpito; mi racconta di essere stata un soldato dell'esercito per tre anni. La sua unità doveva controllare il territorio e prevenire gli scontri fra musulmani ed ebrei. Adesso non è più nell'esercito, ma deve capire cosa vuole fare. Fra qualche giorno andrà a Madrid come guardia volontaria al Festival Raggae, poi forse tornerà a finire il cammino. L' incontro con Ilan è stato quello più impressionante fatto sul cammino.