domenica 11 novembre 2018

DA SAHAGUN A LEON - VENTUNESIMO GIORNO

Mercoledì, 1° agosto 2018 - Km 54,7
Stamani avrei potuto dormire, ma una sveglia ha cominciato a suonare alle 5,30, così molto lentamente, mi sono alzata, ho fatto colazione e ho preparato lo zaino. Poichè avevo tempo ho  preparato colazione anche per Ilan che è rimasta a letto fino all'ultimo. Alle 8 si è alzata ed è stata contenta di trovare apparecchiato per la colazione. Le ho lasciato un biglietto con il mio indirizzo "just in case", ci siamo abbracciate e poi ci siamo salutate. Sono andata alla stazione dove avevo il trenoper Leon alle 8,30. Alle 9,00 mi arriva un messaggio dalle Ragazze che sono a Leon; con loro c'è anche Stefano, mentre dalle suore Benedettine c'è Matteo. Incredibile, ma vero!! Ci troviamo in Piazza della Cattedrale e siamo felici; poi ci raggiunge anche Matteo, faccio le presentazioni e pranziamo tutti insieme. Nel primo pomeriggio mi siedo ad un bel ristorante/pub ordino un pezzo di dolce e un buon bicchiere di vino, poi chiamo Andrea. Oggi è il suo compleanno! Tanti auguri amore mio. 
Il pomeriggio Stefano ed io (gli intellettuali del gruppo?) andiamo in visita a casa Botines di Gaudì. La sera a cena Matteo è stanco e preferisce riposare, noi ci organizziamo una cena "fatta in casa" all'ostello Globetrotter. Alla tavola si unisce Dany dalla Danimarca. Per aprire una scatoletta di latta Stefano si piega male e gli viene un gran mal di schiena. Siamo stati bene, ma al momento dei saluti siamo molto tristi, Valeria piange.

 In camera con me c'è Pin, una ragazza di Tawain, molto gentile; mi dice di aver riconosciuto il mio zaino e di avermi vista da Sant Jean, anche lei si ferma due giorni e ci tiene molto a non disturbarmi e mi dice di sentirmi libera di leggere e tenere la luce accesa se ne ho bisogno.
Dormire a Leon è un'impresa, siamo in pieno centro e quindi tutti i rumori della strada entrano nella nostra camera senza nessuna pietà fino a tarda notte e fino alle prime ore del mattino.

Giovedì 2 agosto 2018
Leon è una città bellissima e tutta da scoprire. Oggi è molto caldo, ma non mi arresto, ormai c'ho fatto l'abitudine. Visito il Museo e Chiesa di San Marco e dopo il MUSAC, museo di arte contemporanea.
Pranzo in un buon ristorante dove nel menù c'è il Gazpacho di cui sono ghiotta. Rientro in Ostello per riposarmi; quando esco di nuovo verso le 17,30 incontro Eveline con il figlio e Alexia. Si passeggia insieme e si parla; Eveline mi racconta di aver avuto il cancro, che vuole vivere fino in fondo, che non vuole rinunciare a fare quello che le piace. Anche la sorella ha avuto il cancro e quando sembrava guarita, il cancro è tornato. Mi ha raccontato, piangendo, che oggi un'auto si è fermata per farle attraversare la strada; era un'auto identica alla sua e lei si è messa a piangere perchè per la prima volta da quando è sul cammino ha sentito la mancanza di casa. 
Stasera ho cenato in ostello: sono arrivati anche la zia americana col nipote. A tavola con me, mentre cenavo, due ragazze: una spagnola in partenza per il cammino del nord e una italiana. La ragazza spagnola ci ha regalato una manina gialla, una sorta di portafortuna, che possiamo tenere o a nostra volta regalarla. Pi si è già messa a letto, si è bendata gli occhi, i tappi negli orecchi e mi ha detto di sentirmi libera di fare quello che volevo. Buona notte!