venerdì 6 settembre 2019

DA PALAS DE REI A CASTANEDA

Giovedì 18 luglio 2019

Come al solito mi sveglio alle 5,30 e alle 6.00 sono in partenza e alla ricerca di un bar dove fare colazione. Lo trovo, faccio colazione e quindi parto che ancora è buio, ancora la luna è alta nel cielo. Il sentiero attraversa boschi di eucalipto e querce. C'è ombra, per fortuna, perchè dopo una iniziale nebbia mattutina, che in Galizia non manca mai, esce il sole e fa caldo.
Attraverso il paese di Melide, incrocio col sentiero primitivo che proviene da Oviedo; è una bella città dove si mangia il miglior polpo della Galizia, ma sono solo le 11,00 ed decido di andare avanti. Farò una sosta 2 km prima di arrivare a Castaneda; faccio uno spuntino e dopo mi aspetta una salita piuttosto impegnativa.

Mi fermo all'Ostello Santiago, 43 km prima di Santiago. L'ostello è piccolo, in camera ci sono solo 6 posti letti e i letti sono già preparati con lenzuoli di cotone come se fossimo a casa.
Sono la prima ad arrivare e quindi mi accomodo come meglio credo; faccio la doccia e il bucato. Poi scendo giù al bar a rinfrescarmi con una birra. L'ostello è proprio sul sentiero e quindi vedo i pellegrini passare e proseguire per Arzuà (tappa ufficiale del cammino). Nel pomeriggio arriveranno anche gli altri 3 pellegrini, ma siamo sempre pochi e schivi. Io sono felice di essermi fermata qui e di aver evitato in questo modo la confusione. La sera cenerò qui al bar, che fanno anche ristorante.

giovedì 5 settembre 2019

DA PORTOMARIN A PALAS DE REI

Mercoledì 17 luglio 2019

Il risveglio mattutino è stato sancito da un boato che alle 5 del mattino ha pervaso la camerata. Quando i circa 200 giovani si sono svegliati tutti insieme il loro unanime sbadiglio ha fatto sì che quel suono si espandesse in tutto il dormitorio, come un allarme.
A quel punto mi sono alzata e preparata per affrontare una nuova giornata. In maniera altrettanto determinata mi sono detta che da lì in poi avrei cercato di sostare in ostelli un poco più piccoli del precedente. Sebbene sia partita alle 6,30 quando ancora era buio, la compagnia lungo il cammino non è mancata. Stamani faccio fatica a camminare, lo zaino mi sembra più pesante del solito, poi però dopo la prima sosta e una buona colazione, che per me vuol dire caffè con leche e una tostada, il cammino riprende più leggero e  mi sento più forte.
Oggi è stato nuvoloso tutto il giorno, ha tirato anche un venticello freddo e le nuvole erano basse. Arrivo a destinazione senza grossa fatica, grazie anche al tempo. Durante una pausa caffè incontro Adriana, anche lei cammina da sola, ma non ha lo spirito giusto; è negativa e viene voglia di tenerla lontana. Dopo aver preso il caffè e scambiato due chiacchiere la saluto, sicura che non la incontrerò più.
Santiago è sempre più vicina, mancano solo 68 km.

martedì 3 settembre 2019

DA SARRIA A PORTOMARIN

Martedì 16 luglio 2019

Lunedì mi sono presa un giorno di riposo per andare a visitare Lugo con Livia e Roberto . Lugo, abbiamo scoperto, essere una tappa del Cammio del Nord per Santiago. A me ha ricordato Burgos, capitale provinciale della comunità autonoma di Castiglia e Leon. Anche a Lugo ci sono bei palazzi e una bella cattedrale, nonchè una cinta muraria che circonda la città, proprio come a Lucca.
Abbiamo visitato la Cattedrale, fatto il giro delle mura e pranzato in un buon ristorante. Alfine ci siamo salutati con la promessa che ci saremmo rivisti in Toscana o in Emilia Romagna per un lungo week end.
Il bello degli incontri che nascono sul cammino è che si stabiliscono relazioni in base a ciò che si ha in comune con le  persone anche quando queste sono molto diverse da te.
Gli aspetti divisivi vanno in secondo piano per far posto a quelli che uniscono.
Che bella lezione di vita è questa, magari si riuscisse a farlo sempre!
La mattina del martedì sono di nuovo sola, come quando ho cominciato il cammino a Leon; mi ero abituata alla compagnia di Livia e Roberto, alle lunghe chiacchierate, alle birrette "antiacidolattico" e tanto altro ancora. Ma non disdegno nemmeno la ritrovata solitudine e la possibilità di concentrarmi sui miei pensieri, sui miei sogni. Mi metto le cuffie, accendo il mio MP4, ascolto la mia musica preferita e la magia si avvera: penso, sogno, mi commuovo, piango, faccio progetti, osservo la natura che mi circonda, godo del presente e della forza che sento dentro di me.
Il cammino da ora in poi sarà popolato da "orde" di pellegrini rumorosi e a me viene voglia di appartarmi e di isolarmi sempre di più. A metà strada fra Sarria e Portomarin, dopo 4 ore di cammino (sono le 11 passate) arrivo alla pietra miliare che indica Km 100 a Santiago. Sono veramente molto vicina alla meta e ne sono felice!!
Prima di arrivare a Portomarin mi fermo al Villaggio di Villachà perchè vedo le indicazioni di un bar vegetariano, molto carino. Sono le 12.30 e poiche è dalle 7 di stamani che non mangio, decido di fare sosta per uno spuntino. Il locale è gestito da un ragazzo italiano, ma a servire al bar c'è suo padre che vive in Umbria e, ormai in pensione, viene a trovare il figlio e i nipoti in estate e lo aiuta nel periodo di alta stagione. 
Beh, dico io, sarebbe il mio sogno!
L'ostello Ferramenteiro a Portomarin è bello, pulito e molto grande; io credo che in camerata saremmo circa 200 persone, quasi tutti giovani adolescenti. Riesco a dormire dalle 11.30 alle 5 del mattino successivo, ma da ora in poi cercherò di evitare ostelli così grandi dove si fermano  le orde dei pellegrini rumorosi incontrati sul cammino.

DA TRIACASTELA A SARRIA

Domenica 14 luglio 2019

Stamani si parte dopo aver fatto colazione al bar che ha aperto presto. Alle 6.40 si può iniziare il cammino. Livia, Roberto ed io siamo insieme anche stamani. La meta di Sarria è una tappa importante nel Cammino francese per Santiago per diversi motivi. Sarria si trova a circa 130 km da Santiago e molti pellegrini iniziano da qui il loro pellegrinaggio perchè è l'ultima tappa utile da cui iniziare per ricevere la Compostella. La prima conseguenza diretta di questo "beneficio" è che il cammino si fa molto affollato con tutto quello che ne consegue; inoltre i miei due compagni di cammino a Sarria terminano la tappa del loro cammino per tornare in Italia e quindi ci separeremo.
Livia e Roberto andranno a Lugo il giorno dopo perchè è da qui che hanno prenotato il bus per Madrid. Allora decido di fermarmi un giorno in più a Sarria per visitare Lugo con loro e riprendere il cammino  martedì 16. Un giorno di riposo non può farmi altro che bene.
Il cammino da Triacastela per Sarria si svolge lungo sentieri popolati da animali da pascolo, ricchi di torrenti, boschi, castagni, querce e betulle. Qui in Galizia  i cani sono estremamente pacifici,  abituati ai pellegrini di passaggio, non abbaiano ai viandanti, non devono difendere il loro territorio e se stanno dormendo non si svegliano al tuo passaggio. Non mancano i ristori "donativi" e quelli tradizionali. 

Quando arriviamo a Sarria ci dividiamo, io per andare all'ostello dove ho prenotato e loro per andare al loro albergo sul fiume. Ci troviamo dopo essersi ripuliti  per mangiare qualcosa insieme. 
Nel giro pomeridiano di visita alla città incontro Pepita, da sola, senza il suo accompagnatore, che, cartina alla mano, mi chiede informazioni per la stazione del treno. Chissà quali progetti ha in mente ....naturalmente non le chiedo niente.
Nel pomeriggio le strade di Sarria sono affollate di gente sia perchè è domenica sia perchè c'è in programma una corsa a ostacoli in bicicletta che si dispiega  su una pista di legno montata  lungo le strade del paese, che prevede salite e discese, curve pericolose e quant'altro. Ai lati della pista sono previsti dei passaggi stretti lungo i quali si può camminare, ma non vorrei essere lì durante la corsa.

lunedì 2 settembre 2019

DA O CEBREIRO A TRIACASTELA

Sabato 13 luglio 2019

Stamani si parte con calma: Livia, Roberto ed io abbiamo deciso di fare colazione al bar in paese che apre presto. Alle 6.45 si è pronti per partire. Guardando il paesaggio dall'alto  si vedono le nebbie mattutine che formano un mare dal quale spuntano le cime delle colline. 
Il paesaggio è suggestivo e magico.
Il paesaggio galiziano assomiglia molto alle nostre colline toscane. La gente dei piccoli borghi che si attraversano si organizzano per accogliere i pellegrini e offrire loro qualcosa da mangiare; incontriamo una signora che ha fatto delle crepes, un' altra che ha raccolto frutti di bosco oppure della buonissima ricotta con la marmellata. In questo modo si fanno dei piccoli spuntini lungo il percorso.
Lungo il sentiero, prima di arrivare a Triacastela incontriamo un castagno ultra centenerio. E' un albero bellissimo. Livia ed io ci fermiamo ad ammirarlo e a fotografarlo quando arriva un gruppo di cinesi molto rumorosi e allegri. Ci offriamo di fare loro una foto di gruppo  e loro ci chiedono a loro volta di farci una foto tutti insieme. 
Alle 13 si arriva a Triacastela, io sono abbastanza stanca e noto con piacere che proprio all'inizio del paese c'è l'Ostello Municipale che da lì a poco aprirà. Mentre Livia e Roberto si dirigono al loro albergo io vado a prendere posto in ostello. Ci ritroviamo al ristorante per pranzare insieme. 
Con 10 euro si mangia molto bene. Il bar difronte all'ostello serve la colazione a partire dalle 6.30, anche questa è una bella notizia.

domenica 1 settembre 2019

DA AMBASMESTAS A O CEBREIRO

Venerdì 12 luglio 2019
Stamani si parte molto presto, circa le 5.30, svegliata da altri pellegrini che si sono alzati alle 4.30. Mangio qualcosa per "caricarmi" un po', è buio profondo e sono sola lungo la strada, sempre asfaltata. Ascolto i rumori che vengono dal bosco sulla mia sinistra, sento lo scalpiccio degli animali che si muovono forse spaventati dal mio passaggio, che comunque rompe il silenzio della notte. I bastoncini che picchiano sull'asfalto fanno rumore e senz'altro disturbano il quieto vivere della fauna notturna. Sono partita presto perchè temo la dura salita che mi aspetta e voglio assolutamente farla nelle ore più fresche. Via via che cammino vedo alcuni ostelli lungo la strada accendere le luci e i pellegrini che si adoperano per prepararsi al cammino. Fra poco non sarò più sola e comincia a fare giorno. A Las Herrerias trovo il primo bar aperto, sono le 7.00 e sono la prima pellegrina ad entrare per la prima colazione. La colazione mi dà l'energia necessaria per cominciare a salire con passo costante. Il paesaggio è bellissimo: piccoli villaggi con mucche al pascolo o ancora a riposo sull'erba fresca. La fatica passa in secondo piano. Sono molto emozionata per i ricordi che affiorano alla coscienza, per la libertà con cui sogno ad occhi aperti. Mi fermo a fare uno spuntino a Laguna de Castilla e qui chiamo Dario e parliamo un po'. Io lo inondo con tutti i miei racconti e le mie emozioni, lui mi racconta di essere stato a nuotare nella barriera corallina, di aver incontrato uno squalo e una murena. Là, in Australia, nel Queensland è pomeriggio e Dario e le ragazze sono in ostello. Laguna de Castilla è l'ultimo villaggio nella provincia di Leon. Da qui si entra in Galizia, anche questo passaggio arricchisce le tante emozioni della giornata.
Qui sono le 10.00 ed io riprendo il cammino fino ad arrivare alle 11.30 a O Cebreiro. Il paese è molto bello e anche turistico. I turisti arrivano qui con i bus, vanno un po' in giro, fanno acquisti nei negozi e poi se ne vanno. Mi dirigo all' Ostello Municipale che aprirà alle 13. Appoggio la mochilla vicino all'entrata e vedo che ce ne sono altre due. Si fa così, quando l'Ostello è chiuso, per prendere il posto nella fila che seguirà quando l'ostello aprirà il ceck in ai pellegrini.
A mezzogiorno circa arrivano anche Livia e Roberto. Si beve qualcosa insieme e si decide di mangiare insieme il polpo gallego, dopo essersi ripuliti.
Alle 13 vado in Ostello e constato che sono arrivati, sicuramente in bus, un gruppo piuttosto numeroso di giovani pellegrini adolescenti che sono tutti accalcati davanti l'entrata e che con i loro zaini hanno ricoperto il vialetto di accesso all'ostello.
Sono un po' preoccupata di vedere tutta quella gente, ma comunque non ci sono problemi per il ceck in: io sono la prima e dopo di me due signore francesi di 70 anni che camminano coraggiosamente insieme. La camera dell'ostello prevede 4 letti a castello che condivido con tre giovani: due ragazze e un ragazzo. In ostello arrivano anche Pepita e il suo accompagnatore. Miguel dopo essersi ripulito viene in paese e comincia il suo tour alcolico che, mi racconteranno il giorno dopo, durerà  fino a notte inoltrata. L'ostello chiude alle 10 di sera e lui dormirà fuori tra le nebbie della Galizia. Ho saputo che Pepita si è molto arrabbiata per questo suo comportamento poco responsabile.


DA PIEROS AD AMBASMESTAS

Giovedì 11 luglio 2019

Mi sono svegliata alle 5,30 e ho cominciato a prepararmi, la notte è stata fresca e ho dormito bene; il tavolo è apparecchiato per la colazione, alcune cose sono già sul tavolo, altre in frigo, basta servirsi. Finalmente una colazione come a casa: muesli, tè verde, caffè, pane tostato, marmellata, biscotti, ecc. Questa colazione piuttosto abbondante mi ha consentito di camminare fino alla fine senza scompensi, integrando con un frutto e un succo di arancia naturale. Ho camminato da "sola" fino a Trabadelo, facendo il percorso in piano. 
La strada si spiega lungo la corsia "amarilla" (corsia pedonale) che a sua 
volta costeggia la strada asfaltata; il paesaggio non è particolarmente bello, anzi, ma poichè stamani è più caldo degli altri giorni, io non voglio "forzare" per cui ho evitato il percorso "alto" alternativo a questo. 
Domani salirò a O Cebreiro con 800 metri di dislivello in salita e quindi oggi mi preservo. Attraverso comunque paesi molto belli come Villafranca del Bierzo che merita una breve sosta. 
A Trabadelo mi ricongiungo con Livia e Roberto che, al contrario di me, hanno camminato lungo il sentiero alto che mi dicono essere bellissimo; facciamo una breve sosta per bere qualcosa e poi riprendiamo il cammino fino ad Ambasmestas. Qui trovo un buon ostello gestito da una coppia di tedeschi ex pellegrini, Das Animas. La camerata è fresca, l'ambiente pulito e stasera si mangia insieme. 
Prima di cena con Livia e Roberto andiamo ad un bar del paese a fare un aperitivo. I gestori del bar producono formaggio di capra e ci preparano delle ottime tapas.